Funk, rock, pop, indie.
Melodie ritmate e accattivanti, splendidi bassi di accompagnamento che fanno da cornice a tutto. Voce non estremamente conforme ai miei gusti, dall'alto della mia ignoranza mi ricorda gli anni '80.
Pop, disco.
Non esattamente il mio genere, sia per le tematiche che per le melodie, ma senza dubbio sono presenti anche alcuni pezzi di spessore. Trovo che la voce femminile inizi a diventare fastidiosa dopo un ascolto prolungato. Conoscevo solo SOS, che ha un posto nel mio cuore.
Raggae, punk rock.
Vibrante, frenetico, scattante.
Basi veloci e ritmate, grazie all'importantissimo ruolo dei piatti, chitarre avvolgenti e voci scatenate.
Apprezzato molto, alcune canzoni aggiunte nella playlist.
Folk, pop.
Mi ricorda l'autunno. Toni soffusi e tranquilli, voce confortante, manca frenesia. L'unione degli strumenti crea una tela dai colori caldi che sembrano indurre memorie nostalgiche.
Primo album folk che ho il piacere di ascoltare.
Classic rock.
Alcuni pezzi brillano nell'album, che però pare troppo conforme ai canoni, in un certo senso. Non nego che gli assoli di chitarra siano però molto vibranti e fluidi.
Rock, alternative.
La chitarra accompagna l'ascoltatore in questo splendido viaggio dove ogni melodia sembra comunicare qualcosa e creare un profondo senso di sollievo. In questa splendida armonia, l'unico elemento leggermente ripetitivo sono le voci.
Post rock, dream pop.
L'ascoltatore è immerso in un sogno che non finisce mai, e che talvolta si tramuta in incubo. L'atmosfera estremamente astratta crea un immaginario unico, ma la mancanza di ritmo e di "sostanza" si fa sentire ben presto.
Rock, indie.
Pezzi ribelli e indomati, da ascoltare scappando di casa. Le strimpellate continue articolano voci a poco dolci a poco amare, piene di emozione. Talvolta però paiono un'esagerazione. Tutto sommato un album accattivante, dalla cover molto bella.