Surprising at first. L'unione di sonorità afro e di altre comunemente riconducibili al jazz lo rendono interessante, ricco, originale rispetto al solito ascoltato. Very najs
(Ascoltato per intero con la lettura di qualche testo)
Tanta tanta roba. Album bello potente tra l'hip hop old school, l'hard rock e voci belle incazzose (a detta loro "we hot the kind of voices that are in your face).
La mattina sta bene al posto di un bel caffè per essere pronti a scazzottare la realtà. Si sente la loro appartenenza alla New York di fine 80', visti i riferimenti alla famosa "forty deuce", oggi time square, al tempo lo "sleaziest block" per il magazine Rolling stones. Bella fusione tra i generi decisamente ben riuscita, grande l'utilizzo dei sample, particolarmente hard rock, specie provenienti dai Led Zeppelin. Interessante l'entrata in una realtà decisamente alternativa, ho apprezzato anche l'inserimento di due tracce deciasamente rock "Fight for your right" e "No sleep till Brooklin".
L'alternarsi tra le voci dei componenti crea equilibrio e un ritmo più unito, incalzante e concitato, perfetto, assieme al tono che utilizzano, per la loro musica.
Forse una delle esperienze di musica anni '60 più compiute che abbia vissuto fino ad ora, dato che non mi sono immersa abbastanza.
Psychedelic pop, rockettino, dolce e carino, con diverse parti memorabili, specie nella 2ª parte del disco, come con "This will be' our year", "Friends of mine" e la più popolare "Time of the season". Se i Beatles avessero fatto più psychedelic pop, se avessero avuto delle tinte di doors, e fossero stati leggermente più hippy, ma con meno identità individuale. Album comunque sempre piacevole.
(Alla fine avrei dovuto ascoltarlo dopo l'esplosione con stranger things)
_Ascoltato sentendo brevi pezzi, passando da una canzone all'altra_
-Mi dispiace di averlo snobbato per questo, bell'album, ben pensato. Voce ricca, suoni altrettanto. Il tutto è mescolato con una creatività che non ho incontrato prima nel pop '80 (vista anche la mia conoscenza abbastanza superficiale sull'argomento). Elementi folk, qualche accenno di chitarra, suoni che forse vanno oltre quelli tipici dell'epoca e che mostrano una tendenza al futuro, un po' più sperimentale ma ascoltabile tranquillamente in radio. La voce di Kate rimane inconfondibile, forse è per via di stranger things che "Deal with god" sembra non una canzone a parte dell'album, ma comunque quella che spicca decisamente di più?
Se i Sex Pistols fossero stati composti da Bowie, fossero stati più rock and roll che punk e conservassero piccoli cenni dei doors.
Il gruppo nasce proprio dopo una loro perfomance per idea di Iggy. Si stabiliscono dell'underground ottenendo un'oscura fama anche grazie alle esibizioni del loro frontman. Si danno alla cocaina, Bowie cerca di farli tornare, ci riesce solo con Iggy.
Album rock and roll per definizione, con volume specie nell'ultima parte, evidente il "tagliente" di Bowie che ha contribuito nello stesso. Piacevole, non estremamente incazzoso, forse per questo poco memorabile? Dovrò dare più ascolti (com per l'album precedente), nel mentre grande Iggy spalmato di burro d'arachidi e nel sangueh.
Il godimento di quest'album. Preferisco la prima metà onestamente. Regina del soul, non c'è molto da aggiungere. Forse ascoltare più volte diminuisce la carica, ma comunque grande grande album. Preferita in assoluto "Chain of fools".
4.5/5
Rock molto energico e contento. Perfetto per iniziare la giornata con un po' di energia in più. Mi piace l'alternanza dei cantanti e i modi in cui danno movimento ai loro testi nel cantare, testi altrettanto divertenti. Sonorità quasi di un surf rock magari, alle volte un po' più spooky e alien, che li rende più particolari ma di certo non pregiudicano l'orecchiabilità dell'album, anzi li rendono più ricchi di identità. Sempre molto contenti e energici.
Sto a fa la review che mi so un po' rotta. Rock un po' psichedelico, piacevole ma non per me. Giustamente un po' ripetitivo, da qualche parte ho letto che il genere chiama madchester. Sicuramente importante musicalmente, ma non troppo per me.
Rock primi 70, chili, tranquillo, a tratti ricorda un po' il country, piacevole come sottofondo I guess, non spinge troppo. Mi ero rotta e ho voluto fare subito la review. Canzone preferita "Get it on", abbastanza famosa.
Semplici Smiths. Non ho analizzato i testi, ho dato un ascolto di sottofondo. Piacevole infatti come sottofondo, non perché dia male ma anche perché le sonorità non sono troppo "pesanti", non suscitano le stesse emozioni di, a mio parere, altri album. Più madchester, più chili, pensa al "Crack on the head e te lo ricordi". Light 3, all'inizio pensavo anche in un 2. Però no, apprezzo più di quello che credevo all'inizio. Le canzoni sono più simili tra di loro, ma sempre diverse obviously. Da notare l'uso della voce in diverse canzoni, che si prende un po' più di briga di essere. Ottime basslines, specie a "Barbarianism begins at home". "The headmaster ritual" non è male, mi annoia l'ultima parte con quella specie di yodel ripetuto. "Rushole ruffians" mi sembra più ripeteva di altre, anche se piacevole. "I want the one I can't have" (il ritornello>) (grazie anche alla chitarra, mi ricorda il surf rock) la preferita assieme a "What she said" che ricorda vagamente l'inizio di "what difference does it make" (mlmlml). "Meat is murder" forse la più cupa.
Sicuramente album piacevole, con un messaggio, più cupo magari per quanto riguardano i fatti, non l'interiorità, magari meno concreto però della chiarezza espressiva di altre canzoni che ho ascoltato.
Hip-hop (?) unito al soul. Molto piacevole, timbro ben riconoscibile, il godimento con i pezzi di Pharell è sempre lì. Avrei dato 4 stelle per l'orecchiabilità, ma non essendo forse propriamente mio do 3, anche se è stato un close 4.
Sicuro importante, sicuro c'ha senso, rock tranqui, ma a me non fa impazzire, timbro nemmeno, virtuosismo artistico per suoni sì (ovviamente nulla di che rock tranqui più tecnico), però forse in seguito lo rivaluterò. Per ora noioso. Tra 2 e 3
Non l'ho ascoltato tutto ma il godimento prepotente, 4 a fid
Più che "pleasure principle" io lo chiamerei "o scassament i pall principle".
Sarà stato che l'ho ascoltato a prendere il sole con 30°, ma mi annoia.
Riconosco la grandezza, l'importanza e la bravura, il sinth e le canzone tutte coerenti con loro stesse (asylum e company con tanti brani solo di strumentale) eccetera. Bravo a creare atmosfere, magari in seguito lo rivaluterò ma per ora sono indecisa tra il 2 e l'1. Ho apprezzato più i brani live alla fine dell'album che tutto l'album. Ma rimane il fatto che mi sia piaciuto di meno (e mi so scassata i pall molto di più) rispetto a "moving pictures" dei rush quindi è un 1 <333 xoxoxo #girlboss #totallyunstoppable.
(Finalemte finito buon gesù, anche se riconosco di non essere riuscita ad ascoltarlo al completo 100%)
Carino, fruity, elettronico, pop, giovane, divertente. Mi irrita molto però il suono (non so come definirlo) della prima canzone. Sento solo quello, sarà per colpa di tiktok. Tra un 3 e un 4 per un pelo non darò un 4. Riconosco la bravura nel crearlo, ma non me la sento di dare un 4, non mi prende troppo.
All'inizio credevo fosse flemmatico e un po' antiquato negli anni in cui è stato pubblicato (1988). Però mi sono ricreduto. Magari rimane, secondo la mia modesta opinione, sempre un pochino antiquato. Però è blues, lento, molto piacevole invece. Decisamente sexy quando si cammina per il mercato di Sora con le cuffie alle orecchie. Un 4 per i miei gusti, tornerei a riascoltare.